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Regolamento

 1. Vengono nominati 1 arbitro e 1 cartellonista (o segnapunti). L’arbitro ha il compito di controllare la regolarità del campo, di sovrintendere al gioco e di dirigerlo per garantire un corretto svolgimento della gara, nel rispetto del presente regolamento, appellandosi alla massima lealtà e cortesia fra i giocatori.
L’arbitro deve inoltre fornire i mattoni per il zachègn e il barloc; in caso di rottura degli stessi l’arbitro provvederà alla pesatura dei vari pezzi (come indicato anche dall’art. 12) o alla loro sostituzione.
Al termine di ciascuna serie di tiri detta al cartellonista i punti realizzati da ciascun giocatore. Alla fine di ciascuna tornata, di concerto con il cartellonista, legge la classifica. Il cartellonista, su apposito cartellone segnapunti, scrive su dettatura dell’arbitro i punti assegnati a ciascun giocatore e, a fine tornata, procede alla somma dei punti totalizzati singolarmente.
 2. Sono ammessi per il gioco solo mattoni. E’ tassativamente vietato l’uso di altro materiale, salvo diversa disposizione da parte dell’organizzazione della gara.
 3. Ogni giocatore può procurarsi il mattone col quale intende gareggiare, ma dovrà sottoporlo al controllo dell’arbitro che accerterà le misure (determinate dall’organizzazione) e il materiale di costruzione (terracotta). L’organizzazione mette a disposizione un congruo numero di mattoni.
 4. Entro 15 minuti dall’inizio della gara i giocatori devono iscriversi presso l’organizzazione, che attribuisce loro un numero distintivo.
 5. La tornata di gioco si articola su 2 tempi composti da 6 serie di tiri, fra gruppi composti da 6 giocatori. La formazione dei gruppi viene determinata mediante sorteggio.
 6. Per la prima tirata a barloc si segue il numero di iscrizione dei giocatori, partendo dal numero più alto.
 7. L’ordine di tiro a zachègn viene stabilito partendo dal mattone più lontano al barloc e così via, fino al più vicino.
 8. I giocatori tirano a zachègn nell’ordine prima determinato e non devono oltrepassare col piede la linea di fondo campo dove è posto il barloc. La linea di fondo campo deve rimanere sempre scoperta dai piedi del giocatore tirante. Nel caso in cui un giocatore oltrepassi la linea di barloc resta fermo per quella serie di tiri. Il piede non deve oltrepassare la linea di fondo di barloc finchè la pietra lanciata non abbia toccato terra.
 9. Per la determinazione del punteggio, vengono poste sopra a zachegn delle monete o delle rondelle (arparèll) aventi valore da 1 a 6 punti. Scopo del gioco è ovviamente piazzare il proprio mattone il più vicino possibile alle rondelle o monete. I punti vengono attribuiti al mattone più vicino alle rondelle.
10. Qualora le rondelle siano cadute dal zachègn sono da attribuire sempre al mattone più vicino, compreso il zachègn, che, anche se ribaltato, viene considerato alla stessa stregua dei mattoni dei concorrenti.
11. La classifica viene stilata alla fine della tornata in base alla somma dei punti conseguiti da ciascun giocatore.
12. In caso di rottura dei mattoni, di zachègn, di barloc, viene considerato valido il pezzo più grande stabilito dall’arbitro, con pesatura.
13. Per la serie successiva di tiri a zachègn si segue sempre l’ordine come previsto dalle modalità dell’art.7.
14. Dopo 6 serie di tiri a zachègn finisce il primo tempo. Il secondo tempo, composto da altre sei serie, ha inizio dopo 10 minuti di intervallo, secondo l’ordine stabilito dall’art. 6.
15. Il numero di sei giocatori viene indicato come massimo numero di partecipanti. Se si vuol giocare con gruppi formati da un numero minore di giocatore è sufficiente usare un numero di rondelle corrispondente al numero di giocatori valorizzato progressivamente da 1 fino al numero dei partecipanti.
16. Col presente regolamento si intende dare norme di carattere generale e particolare al gioco del zachègn secondo le abitudini più ricorrenti, con la sola variante che le monete sono state sostituite dalle rondelle, affinché il gioco libero da interessi venali avvenga all’insegna della più ampia lealtà che caratterizza il popolo romagnolo.


 
 

 

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